SABCA S.47 - Res Aeronautica

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Il SABCA S.47, noto anche come Caproni Ca.335, nacque nel corso del 1938 a seguito dell'esigenza dell'aeronautica militare belga di trovare un sostituto dell'ormai antiquato Fairey Fox.
Attirati dalle potenzialità dell'affare, alla Caproni decisero di sfruttare gli stretti legami che si erano instaurati nel 1937 con la SABCA e realizzarono un aeroplano con cui formare una proposta alle autorità militari del Belgio.
Una volta ottenuto il permesso a procedere, il progetto venne affidato all'ingegner Cesare Pallavicino, il quale stese il disegno di un elegante aeroplano dalle forme pulite e curate, il cui equipaggio si componeva di due individui sistemati in rispettivi abitacoli separati ed autonomi; mentre per l'unità motrice si scelse un Hispano-Suiza 12Ycrs da 860 hp.
Concettualmente simile al britannico Fairey Battle, con cui doveva inoltre misurarsi per ottenere i successo della specifica in questione, il velivolo, che prese in Italia la denominazione di fabbrica di Caproni Ca.335 "Maestrale", era stato concepito per poter svolgere anche missioni di intercettazione, configurandosi come cacciabomardiere, e di ricognizione.
Il progetto procedette piuttosto velocemente e già nel febbraio 1939 il primo prototipo prese il volo nel campo volo dell'azienda presso Ponte San Pietro (Bergamo) sotto la direzione del collaudatore Ettore Wengi.
Ultimate le iniziali valutazioni interne alla casa costruttrice, il Ca.335 venne smontato ed inviato nel giugno dello stesso anno in Belgio, dove verrà riassemblato presso gli stabilimenti della SABCA e dove riceverà la denominazione ufficiale di SABCA S.47.
Una volta rimesso in condizioni di volo, il bombardiere venne ulteriormente collaudato da personale belga, il quale ritenne il velivolo soddisfacente e decise di introdurre anche qualche modifica e rivisitazione, in particolare furono ritoccati il radiatore con la relativa presa d'aria e la sistemazione del tettuccio dell'abitacolo anteriore.
Nel luglio del 1939, inoltre, l'aeroplano venne presentato al grande pubblico in occasione dell'Esposizione Aeronautica di Bruxelles, dove si registrò anche il concreto interesse di acquisto da parte di varie delegazioni straniere, fra cui una svedese, una svizzera, una olandese ed anche una venezuelana.
Dopo il debutto ufficiale sulla scena internazionale, il SABCA S.47 venne trasferito in Francia presso la località di Brincy-Orléans, dove tecnici francesi furono incaricati di svolgere ulteriori collaudi ed approfondimenti: in tali operazioni, però, l'apparecchio rimase lievemente danneggiato durante una collisione in fase di atterraggio e finì col rimanere bloccato a terra in attesa di riparazioni.
Incidente a parte, l'aeroplano riuscì a riscuotere sufficienti consensi e sembrerebbe che anche l'Armée de l'Air ne avesse richiesta la produzione: nonostante le buone volontà, comunque, l'invasione tedesca interruppe ogni progetto, compresi quelli di esportazione in precedenza accennati.
A quanto riportano le fonti, il prototipo dell'S.47 venne ritrovato intatto e catturato dalla Luftwaffe, che, rigettando senza spiegazione le richieste della Caproni di riportarlo in Italia, lo accantonò in attesa di un qualche destino all'aeroporto di Bricy-Orléans, dove rimase fino a quando non venne smantellato nel 1942.
Va infine ricordato come dal SABCA S.47, o Caproni Ca.335 se si preferisce, la Caproni realizzò un derivato per il bombardamento in picchiata, il Caproni Ca.355 "Tuffo", ma di tale apparecchio, rimasto allo stadio di prototipo, si parlerà in apposito post.
Dati TecniciSABCA S.47:
Propulsore:1 Hispano-Suiza 12Ycrs.
Potenza:860 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:500 km/h.
Tangenza Operativa:9.000 m.
Autonomia:700 km.
Armamento:1 cannoncino da 20 mm.
2 mitragliatrici da 7,62 mm.
1 mitragliatrice difensiva dorsale da 7,62 mm.
Carico Utile:100 kg.


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