P.W.S. 19 - Res Aeronautica

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Il P.W.S. 19 nacque nel 1930 grazie ad un progetto portato avanti autonomamente dalla P.W.S. con cui si cercava di realizzare un bombardiere leggero da appoggio tattico destinato a sostituire l'obsoleto parco macchine in servizio.
In quel periodo e relativamente alla specialità in esame, infatti, le forze aeree polacche potevano fare affidamento solamente su vetusti biplani importati dall'estero, fra cui spiccava soprattutto il Potez 25 che aveva volato per la prima volta nel lontano 1925.
Nonostante l'indubbia necessità di un nuovo bombardiere leggero, tuttavia, il competente ministero non manifestò grandi interessi verso il progetto, con la conseguenza che al 1931 si riuscì ad approntare soltanto un unico prototipo volante unitamente ad un modello per prove statiche.
Portato in volo fra il 1931 ed il 1932 per i collaudi di rito, comunque, il velivolo dimostrò delle buone caratteristiche di base, le quali garantivano un pilotaggio piuttosto semplice e tranquillo, anche se non del tutto perfetto sotto il profilo della maneggevolezza, per aumentare la quale si decise in un secondo momento di ampliare le dimensioni dei piani verticali di coda.
Sotto il profilo strutturale, inoltre, l'apparecchio si presentava come un elegante monoplano ad ala alta, con un vistoso ma robusto carrello fisso, una costruzione mista a legno e con un caratteristico timone bi-deriva studiato per assicurare all'osservatore/mitragliere un'ampia aerea di tiro.
Poco esaltante era invece il motore installato, un radiale Pratt & Whitney Hornet T2 che, a fronte di un certo ingombro aerodinamico, garantiva appena 520 hp di potenza, tanto che, nell'ottica di un progressivo aggiornamento del programma, venne seriamente presa in considerazione l'ipotesi di una sostituzione con un similare propulsore della famiglia dei Bristol Pegasus.
Quali che fossero le doti dell'aeroplano, tuttavia, il personale tecnico militare polacco rimase comunque molto scettico nei suoi confronti, soprattutto a causa del limitato carico bellico disponibile, senza mai dimostrargli particolari entusiasmi, peraltro convogliati in favore del più moderno e promettente P.Z.L. P.23 Karas che all'epoca in fase di studio.
Senza grosse prospettive di riuscita nel campo del bombardamento, pertanto, i tecnici della P.W.S. cercarono di salvare il proprio velivolo adattandolo al ruolo di ricognitore, per il quale rimodellarono il prototipo con modifiche di dettaglio, ma senza ottenere grande successo: portato in volo nelle nuove vesti nel 1933, infatti, l'apparecchio rimase vittima di un grave incidente che causò la morte di uno sfortunato militare che era vi era salito a bordo quale osservatore e per scopi dimostrativi (il pilota invece riuscì a salvarsi lanciandosi col paracadute).
Dalle ceneri del velivolo, in ultima analisi, venne ricavato un più piccolo aeroplano da proporre per la cooperazione con le truppe di terra, denominato P.W.S. U-6, ma che non ebbe seguito.
Dati TecniciP.W.S. 19:
Propulsore:1 Pratt & Whitney Hornet T2.
Potenza:520 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:234 km/h.
Tangenza Operativa:7.200 m.
Autonomia:700 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,7 mm.
1 mitragliatrice dorsale da 7,7 mm.
Carico Utile:250 kg.


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