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Mitsubishi Ki-51

Il Mitsubishi Ki-51 trae le sue origini nel dicembre 1937, quando l'Esercito Imperiale Giapponese richiese direttamente alla Mitsubishi di realizzare un nuovo velivolo da appoggio tattico con cui rimpiazzare il precedente e riuscito Mitsubishi Ki-30.
L'idea di base, che venne poi ottimamente applicata sulla pratica, era quella di creare un aeroplano dalle dimensioni relativamente contenute e capace di operare anche da piste improvvisate dirttamente nelle immediate vicinanze del fronte.
Nel febbraio 1938 si procedette poi alla definizione delle caratteristiche di punto della macchina, la quale doveva poter trasportare un carico frazionato di almeno 200 kg e cui venne imposta l'adozione di un radiale Mitsubishi Ha-26-II di 900 hp di potenza.
Grazie all'esperienza acquisita con il Ki-30, il team di progettisti che si occupò del nuovo velivolo era infatti lo stesso che aveva realizzato quello precedente, i lavori di studio e di progettazione procedettero piuttosto velocemente e già nell'estate del 1939 i primi due prototipi poterono essere portati in volo per il relativo battesimo dell'aria.
Dalle forme convenzionali ma curate e pulite, il bombardiere d'assalto manteneva la configurazione di base adottata sul predecessore Ki-30, dal quale si differenziava appunto per il minor ingombro e per l'ala bassa; soluzione adottata in quanto per il Ki-51, a differenza di quanto era avvenuto per il Ki-30, non era stato richiesto lo stivaggio interno dell'armamento di caduta.
Una volta portato in volo, il Mitsubishi Ki-51 si rivelò un aeroplano agile e ben congegnato, cui solamente difettava una veolcità massima piuttosto bassa, ed ai due prototipi seguirono presto altri undici apparecchi di preserie, i quali peraltro incorporarono alcune piccole modifiche rispetto ai modelli dimostrativi: si trattava, infatti, di un aggiornamento della sezione posteriore del tettuccio e dell'installazione di una placca di acciaio a protezione del motore e dell'equipaggio.
In uno degli unidici modelli di preserie, inoltre, fu rimossa la strumentazione di bordo dell'abitacolo posteriore in favore di un impianto fotografico: si intendeva così ricavare dall'apparecchio anche una variante da ricognizione, ma tale idea finì con l'essere direttamente incorporata nei successivi esemplari di serie e non si procedette alla creazione di una versione specializzata.
Così modificato, il Ki-51 venne messo rapidamente in produzione su larga scala, la quale fra il 1940 ed il 1945 raggiunse la notevole cifra di 2.385 aerei realizzati.
Sempre molto apprezzato da piloti e personale di terra, in particolar modo per le sue generose doti di impiego e logistica, l'aereo fu intensamente utilizzato in tutti i teatri in cui l'esercito giapponese fu protagonista: battezzato in combattimento per la prima volta in Cina, infatti, il Ki-51 rimase in servizio di prima linea fino al termine delle ostilità, momento nel quale finì con l'essere impiegato anche in missioni kamikaze.
Nonostante si trattasse di una facile preda per la caccia avversaria, il Ki-51 si rivelò sempre una macchina molto utile ed incisiva nell'appoggio alle operazioni di terra, grazie soprattutto alla sopracitata semplicità e facilità di gestione a terra che gli consentiva un eccellente livello di operatività effettiva.
Soprannominato in codice Alleato "Sonia", il Ki-51 conobbe anche un piccolo impiego dopo la seconda guerra mondiale, quando gli indipendentisti armati indonesiani utilizzarono alcuni apparecchi trovati abbandonati sulle isole di Java e Sumatra contro i presidi olandesi della regione.
Dopo il 1945, inoltre, qualche esemplare del mezzo fu inquadrato anche nelle forze aeree della Cina Comunista fino al 1953: fortunatamente, almeno un velivolo è riuscito a salvarsi dal tempo ed è oggi conservato in Indonesia presso l'Adisucipto International Airport.
Dal Mitsubishi Ki-51, infine, la Mansyu Hikoki Seizo K.K. sviluppò nel 1941 anche un modello da ricognizione pura, cui fu attribuita la denominazione di Ki-71: costruito in soli tre prototipi, tale apparecchio non venne però accettato per la produzione.
Nonostante il carattere sperimentale del velivolo, comunque, i servizi segreti Alleati riuscirono a venire a conoscenza dell'esistenza del progetto e gli attribuirono la denominazione di "Edna": se sarà possibile si provvederà a trattare il Ki-71 in apposito post.
Dati TecniciMitsubishi Ki-51:
Propulsore:1 Mitsubishi Ha-26-II.
Potenza:900 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:424 km/h.
Tangenza Operativa:8.270 m.
Autonomia:1.060 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
1 mitragliatrice difensiva dorsale da 7,7 mm.
Carico Utile:200 kg.


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