Messerschmitt Me 261 - Res Aeronautica

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Messerschmitt Me 261

La storia del curioso e fuori dalle righe Messerschmitt Me 261 risale al 1937, quando la Messerschmitt decise di realizzare autonomamente un aeroplano da record con il quale effettuare un volo di propaganda a lunghissimo raggio che, partendo da Berlino, doveva arrivare con un volo non-stop fino a Tokyo, dove peraltro avrebbe dovuto trasportare la prestigiosa Fiamma Olimpica in vista dei giochi programmati per il 1940.
Denominato inizialmente come P.1064, il velivolo venne fin da subito accolto grande entusiasmo dall'entourage militare di regime, il quale, soprattutto agli occhi di Udet, venne favorevolmente impressionato dalle ottime potenzialità che una macchina del genere avrebbe potuto dimostrare, soprattutto se applicate al campo dei voli a lungo raggio e, anche se l'idea venne intrapresa in un secondo momento, nel settore della ricognizione marittima.
Sembrerebbe che il progetto abbia impressionato a tal punto lo stesso Hilter, che l'aeroplano venne battezzato non ufficialmente con l'appellativo di “Adolfine” in onore al tristemente noto dittatore, e che solo successivamente il suo nome venne cristallizzato nella sigla ufficiale di Messerschmitt Me 261.
Ad ogni modo, però, lo scoppio di nuove ostilità tra l'impero cinese e quello nipponico ebbe come conseguenza lo spostamento dei giochi olimpici dalla capitale giapponese a quella finlandese di Helsinki, per i quali si dovette inoltre far slittare la manifestazione di almeno un anno per i relativi preparativi (tali olimpiadi, i XII Giochi ora previsti per l'estate del 1941, non videro comunque mai la luce a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale).
Perso l'obiettivo sportivo, pertanto, il progetto dello “Adolfine” venne conseguentemente accantonato, in quanto si preferì dare maggiore spazio e concentrare le energie e risorse industriali ai preparativi bellici per le prossime invasioni di Polonia e Francia.
Nonostante la scarsa importanza attribuita al programma, comunque, nel 1940 vennero ugualmente realizzati tre prototipi del velivolo, il primo dei quali ricevette il proprio battesimo dell'aria nel dicembre dello stesso anno: si trattava di un elegante aeroplano, dalle forme e impostazioni somiglianti a quelle del caccia pesante Messerschmitti Bf 110, di cui in sostanza ricalcava il disegno di massima e le impostazioni generali, ma dal quale differiva per delle dimensioni sensibilmente più grandi, per una costruzione completamente differente sotto il profilo strutturale, con una fusoliera a sezione rettangolare e capace di ospitare ben cinque membri di equipaggio, e per l'adozione di due poderosi motori Daimler-Benz DB 606, ciascuno dei quali altro non era che due Daimler-Benz DB 601 accoppiati in un'unica unità (in pratica la stessa soluzione che verrà successivamente adottata per lo sfortunato bombardiere Heinkel He 177 “Greif”).
Sulla base delle premesse, pertanto, il velivolo venne nuovamente preso in considerazione dall'RLM, il quale, valutandone positivamente la grandissima autonomia, di circa 11.000 km, decise di impiegarlo in voli a lungo raggio e ricognizioni marittime sulle grandi distanze, le quali, in base ai calcoli, sembravano poter consentire all'aeroplano di raggiungere la costa orientale statunitense, nello specifico la città di New York, e di fare ritorno direttamente in Europa senza alcuno scalo.
Nonostante le ottime caratteristiche di volo, alle quali si dovette aggiungere anche la notevole velocità di punta registrata, ben 620 km/h, la natura sportiva del velivolo fece presto sentire il suo peso, in quanto, data la struttura alare studiata per poter alloggiare un immenso serbatoio, l'intera macchina mal si prestava ad operazioni in condizioni belliche, tanto più aggravate dal fatto che non si era reso possibile installare una qualsivoglia tipologia di armamento, tanto difensivo quanto offensivo, tale per cui, in termini militari, il suo valore effettivo pratico veniva fortemente limitato.
Data tale grave limitazione tattica ed operativa, pertanto, del Messerschmitt Me 261 si decise di abbandonare di fatto ogni ipotesi costruttiva su larga scala, ostacolata, tra le altre cose, anche dal fatto che le unità motrici adottate erano state selezionate per la produzione iniziale dello Heinkel He 177 “Greif” e che, quindi, la loro disponibilità risultava alquanto limitata, anche se venne comunque tentato un esperimento dotando il terzo prototipo di una motorizzazione differente, costituita da due Daimler-Benz DB 610, ossia il frutto dell'accoppiamento di due Daimler-Benz DB 605 in un'unica unità (soluzione motrice peraltro adottata di nuovo per le successive serie produttive del sopracitato He 177).
Senza grandi speranze operative e costruttive, pertanto, i tre apparecchi realizzati, dislocati presso l'aeroporto di Lechfeld, vennero impiegati in voli esplorativi ed a lungo raggio fino alla fine del 1943, quando, a seguito di incidenti e bombardamenti, vennero tutti definitivamente appiedati: due prototipi, infatti, finirono con l'essere demoliti a seguito dei danni subiti, mentre uno, probabilmente il terzo, anch'esso seriamente danneggiato, venne parcheggiato vicino la città di Monaco, dove rimase in attesa di improbabili riparazioni fino a quando non venne catturato dalle truppe statunitensi giunte in loco.
Sfortunatamente non si conosce il destino dell'esemplare catturato, il quale, probabilmente, finì con l'essere ingloriosamente demolito.
Dati TecniciMesserschmitt Me 261:
Propulsore:2 Daimler-Benz DB 610A/B.
Potenza:2.700 hp ciascuno.
Tipologia: In Linea.
Velocità Massima:620 km/h.
Tangenza Operativa:8.250 m.
Autonomia:11.000 km.
Armamento: N/A.
Carico Utile:N/A kg.


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