Loire-Nieuport LN.401/411 - Res Aeronautica

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Loire-Nieuport LN.401/411

Nei primi anni Trenta, la Nieuport, poi unitasi alla Loire e successivamente inglobata nella SNCAO a seguito delle nazionalizzazioni, si era interessata alla nascente figura del bombardiere in picchiata e per tale tipologia di mezzo mise in progetto il Nieuport Ni-140, un "dive bomber" disegnato nel 1933 che adottava l'ala a gabbiano invertita sul modello del tedesco Junkers Ju 87.
La somiglianza fra i due velivoli, entrambi dei biposto studiati per il medesimo ruolo, era così rimarcata che negli anni dell'occupazione tedesca della Francia, l'ingegner Pillon, padre del velivolo, dovette difendersi dalle accuse, infondate, di spionaggio industriale ai danni della Junkers.
Tornando al Ni-140, il velivolo venne costruito per la marina francese e volò nel 1935, ma forti problemi di stabilità e difficoltà tecniche e politiche della società portarono all'abbandono del progetto in favore di un aeroplano tutto nuovo e creato con il supporto prezioso della Loire.
Sulla base delle esperienze accomulate con il Ni-140, che era stato costruito in due esemplari e che aveva condotto intensi test e collaudi, la nuova Loire-Nieuport si mise allo studio di un progetto migliorato del mezzo, sempre sotto la guida di Pillon: pur mantenendo inalterata la configurazione base, il nuovo apparecchio si trasformava in monoposto, con carrello parzialmente retrattile e con una struttura dalle linee snelle e molto eleganti, caratterizzate dall'insolita coda trideriva.
Il nuovo velivolo, denominato LN.40 dalla società, venne presentato, pur in assenza di una specifica richiesta, alla marina francese e nel 1936 si iniziò la costruzione del primo prototipo.
Nonostante il progetto fosse piuttosto moderno e potenzialmente interessante, il programma inizialmente non ricevette un particolare interesse da parte delle autorità, che si limitarono a commissionarne un esemplare per prove e valutazioni.
Lo scarso interesse generale fu poi aggravato dalle difficoltà produttive che l'intera industria francese stava affrontando in quegli anni e il progetto si arenò di fatto fino al 1938, quando venne ultimato il primo aereo e si poterono finalmente avviare i collaudi.
Fin dai primi voli, però, emersero problemi di stabilità e di comportamento in picchiata, difficoltà già emerse con il Ni-140, che richiesero una rivistazione della coda ed un rinforzamento generale dei piani verticali, con il risultato che i tempi di messa a punto si dilatarono ulteriormente.
Tuttavia, grazie agli aggiornamenti adottati sul prototipo, la marina francese ordinò nello altri sei esemplari di preserie, denominati LN.401, e, visti i buoni risultati ottenuti dal mezzo, nel 1939 vennero piazzati ordinativi per altri 36 apparecchi.
Nello stesso periodo, però, anche l'Armée de l'Air iniziò ad interessarsi al progetto, visti gli ottimi risultati conseguiti dal similare Ju 87 Stuka nell'ambito delle operazioni della guerra civile spagnola, e ne richiese un adattamento ad uso terrestre.
Il velivolo venne pertanto rapidamente modificato, fu per esempio rimosso il gancio di arresto, e nelle vesti di apparecchio terrestre ricevette la denominazione ufficiale di LN.411, oltre ad un ordine per 40 unità.
Nonostante le richieste provvenienti da più parti, la costruzione dell'LN.401/411 procedette a ritmi piuttosto blandi: i primi esemplari di serie, infatti, iniziarono ad uscire di fabbrica solamente nel novembre del 1939, quasi due mesi dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Visti i ritardi della produzione, anche gli aggiornamenti e i miglioramenti evolutivi del velivolo tardarono ad arrivare: quando equipaggiò i primi reparti, il velivolo presentava già un certo deficit nei confronti dei mezzi avversari e soprattutto la versione terrestre deludeva non poco le aspettative del'aviazione francese.
Già nell'ottobre del '39, infatti, l'Armée de l'Air, giudicate troppo basse le prestazioni del velivolo, annullò l'odinativo precedentemente firmato e dirottò i mezzi già in produzione verso la marina francese: a sua volta, l'Aéronatique navale decise di non equipaggiare le proprie unità con l'LN.401, preferendo invece utilizzare materiale statunitense, e lasciò gli aerei in suo possesso a terra, a presidio di basi e strutture costiere. Alla fine, quindi, il velivolo da imbarcato venne definitivamente utilizzato da aeroporti terrestri e non conoscerà mai l'impiego su portaerei, mentre quasi ogni esemplare sarà convertito a partire dal 1940 alla versione LN.411. In totale erano stati commissionati più di 150 esemplari, suddivisi tra la versione terrestre e quella navale, ma solo una piccola parte di questi aerei venne effettivamente consegnata e dislocata con le insegne della marina francese: tali apparecchi, tutti utilizzati a terra, vennero impiegati, spesso in formazioni miste, durante le prime fasi della Blitzkrieg con risultati disastrosi.
Al momento dell'invasione della Francia una prima squadra di bombardieri LN.401/411 attaccò unità nemiche in territorio olandese, con buoni risultati e senza nemmeno una perdita subita.
Con la comparsa massiccia della Luftwaffe e soprattutto di batterie antiaeree, però, l'esito delle missioni fu sempre meno incisivo e le perdite aumentarono sensibilmente, fino a raggiungere quasi il 100% di abbattimenti subiti durante i disperati tentativi di arginare l'avanzata tedesca.
Poco prima della capitolazione francese, l'LN.401/411 venne utilizzato anche in missioni di bombardamento contro obiettivi italiani e contro la città di Genova: nonostante la minor violenza ed efficacia della reazione avversaria, le unità francesi subirono anche in queste occasioni delle perdite altissime, tanto che la produzione del velivolo, per quanto bassa e lenta, fu definitivamente arrestata.
Con la sconfitta francese e con l'instaurazione della repubblica di Vichy, i pochi LN.401/411 superstiti vennero presi in carico dalla neonata aviazione del governo collaborazionista: data la presenza di un buon numero di componenti già pronte nelle fabbriche e recuperate dai territori occupati, la SNCAO procedette ad assemblare altri 24 apparecchi, in entrambe le versioni di serie, che rimasero, però, inattivi fino al 1942.
Durante il breve periodo di "indipendenza" del governo di Vichy, la maggior parte dei LN.401/411 rimasti furono in linea di massima abbandonati in depositi ed aviosuperfici, mentre alcuni pare siano stati trasferiti in Nord Africa senza uno scopo ben preciso e dove finirono distrutti molto probabilmente durante i bombardamenti alleati nel quadro dell'operazione "Torch".
Al momento dell'occupazione tedesca anche della parte di Francia rimasta "libera", dodici LN.401/411 erano ancora in grado di volare e furono requisiti dalla Luftwaffe per poi svanire nel nulla: quasi sicuramente sono stati distrutti e demoliti, dato che nemmeno uno di questi aerei compare in alcun registro, nemmeno in unità di addestramento e scuola aerea.
All'inizio del 1940, infine, erano stati fatti studi per una versione migliorata del mezzo, denominata LN.42, ma di questo aereo verrà discusso in apposito post.
Dati TecniciLoire-Nieuport LN.401/411:
Propulsore:1 Hispano-Suiza 12xcrs.
Potenza:690 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:380 km/h.
Tangenza Operativa:9.500 m.
Autonomia:1.200 km.
Armamento:1 cannoncino da 20 mm.
2 mitragliatrici da 7,5 mm.
Caroco Utile:225 kg.


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