Lioré et Olivier LeO 451 - Res Aeronautica

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Lioré et Olivier LeO 451

La nascita dell'elegantissimo LeO 451, firmato dal progettista Jean Mercier, risale al 1934 e cioè in coincidenza con la richiesta ministeriale francese per la realizzazione di un nuovo bombardiere medio strategico capace di raggiungere elevate prestazioni.
A quell'epoca, infatti, il ministero per l'aviazione transalpino, constatando la generale inadeguatezza dei propri apparecchi, diede una consistente spinta alla costruzione di aeroplani dalla concezione moderna ed evoluta.
Alla gara furono pertanto chiamate a partecipare quasi tutte le case costruttrici nazionali, presentando una nutrita schiera di apparecchi, alcuni dei quali dalle dubbie capacità, fra cui il LeO 45, che figurava come uno dei più avanzati e dal migliore potenziale qualitativo.
Date le ottime premesse, le autorità commissionarono due ptotipi alla Lioré et Olivier, i quali furono ultimati entro la fine del 1937 e si caratterizzavano per linee curate, eleganti ed assai aerodinamiche.
Capace di prestazioni eccellenti, il bimotore francese durante i collaudi mise in evidenza delle performance di primissimo piano, sia sotto il profilo delle velocità raggiunte sia in ambito di maneggevolezza, la quale fu particolarmente apprezzata degli osservatori e tecnici ministeriali, anche se la motorizzazione adottata per l'occasione, due Hispano-Suiza da 980 hp ciascuno, risultò essere sottopotenziata e venne successivamente sostituita.
I lavori di messa a punto e collaudi procedettero comunque con incoraggianti risultati fino al 1938, quando il governo, in ossequio alla concretizzazione del "Piano V" e cioè l'equipaggiamento di ben 22 reparti da bombardamento con macchine moderne ed avanzate, siglò un contratto per la realizzazione di 40 esemplari di serie, ai quali si aggiungerà presto una ulteriore consistente commessa di altri 100 unità.
Come accennato in precedenza, il velivolo, dopo la constatazione dell'inadeguatezza dei motori installati nei prototipi, subì il cambio di propulsori, che per l'occasione erano due gnome-Rhone 14N da 1.060 hp ciascuno, poi via via potenziati con l'evoluzione tecnica: tale modifica divenne definitiva e l'apparecchio venne pertanto ridesignato LeO 451.
Nonostante l'importanza attribuita al progetto, che ottenne anche una consacrazione ufficiale mediante la presentazione al pubblico durante il salone dell'aeronautica di Parigi del '38, problemi e ritardi nella realizzazione dei propulsori prima e delle eliche poi provocarono sensibili ritardi nella costruzione e nelle consegne dei LeO 451 commissionati.
Con il deterioramento della situazione politica internazionale, le autorità francesi si resero conto della necessità di aumentare i propri organici e presero i contatti per aumentare la produzione del velivolo, protanto il numero delle commissioni a 749, fra cui furono richieste anche due versioni sperimentali, una per il bombardamento d'alta quota ed una motorizzata a fini valutativi con due propulsori americani Wright GR 2.600 A5B.
Date le ottime caratteristiche del velivolo, anche la marina si interessò ad una possibile variante navalizzata, che ricevette la designazione di LeO 456, ma di cui in furono prodotte poche unità.
Nonostante le esigenze della guerra ormai alle porte e nonostante le indiscutibili qualità dell'apparecchio, le linee di montaggio, che per agevolare al massimo e velocizzare la produzione erano state suddivise ed appaltate presso diverse ditte, procedettero a ritmi molto lenti: difficoltà costruttive dei propulsori e problemi organizzativi per la recente nazionalizzazione delle industrie aeronautiche fracesi portarono, infatti, sensibili ritardi nell'evasione delle forniture ed al momento dello scoppio della guerra solamente 222 apparecchi erano stati costruiti, dei quali appena 94 risultavano effettivamente operativi.
Altre difficoltà sorsero in ordine all'ambientamento degli equipaggi sulla nuova macchina: essendo il velivolo molto più veloce e soprattutto di gran lunga più maneggevole rispetto agli antiquati bombardieri prima in servizio, infatti, i piloti dei LeO 451 incontrarono serie difficoltà nell'imparare a pilotare la macchina e svariati furono gli incidenti provocati dalla mancanza di un'adeguata conoscenza meccanica e del comportamento di volo.
Date le problematiche operative, dovettero essere intrapresi corsi di formazione e di adattamento per piloti ed equipaggi all'aeroplano, col risultato che i reparti dovettero aspettare ancora svariato tempo prima di poter essere in concreto operativi.
Nonostante il velivolo fosse stato creato come bombardiere medio, inoltre, la situazione particolarmente delicata verificatasi con l'invasione tedesca della Francia, l'Armée de l'Air impiegò il LeO 451 nel ruolo di bombardiere tattico contro colonne e concentramenti di truppe nemiche, riscuotendo peraltro scarsi risultati a consistenti prezzi in termini di abbattimenti subiti.
Le missioni operative, pertanto, non sorbirono grandi risultati ed il contributo dell'aeroplano alla causa francese non fu sufficiente ad evitare la sconfitta e l'armistizio.
Al momento della resa, le fonti parlano di 452 apparecchi costruiti, molti dei quali però ancora in fase più o meno avanzata di montaggio: nonostante le ottime doti, i tedeschi non si mostrarono interessati ad un suo possibile futuro con la Luftwaffe, anche se modificarono alcuni esemplari catturati in aerei da trasporto tattico, e permisero alla neocostituita repubblica di Vichy di riprenderne la fabbricazione, consegnandogli anche gran parte delle componenti catturate in depositi, fabbriche ed aeroporti.
Al 1941, pertanto, il LeO 451 venne rimesso in produzione, anche se con importanti modifiche ai piani verticali della coda, il mezzo presentava una conformazione bideriva, che venivano sensibilmente ampliati, come maggiorate erano le armi poste a difesa del bombardiere.
Nel breve tempo di relativa, sarebbe forse meglio dire formale, indipendenza, il governo i Vichy fece costruire ed assemblare circa 220 apparecchi, buona parte dei quali era stata dislocata in territorio coloniale nord africano.
Con l'invasione alleata della regione, però, gran parte dei bombardieri ivi dislocati finirono distrutti in bombardamenti ed attacchi al suolo, mentre alcuni di loro furono catturati e riutilizzati da equipaggi alleati contro obiettivi situati in territorio tunisino: dopo tale attacco e dopo l'annessione anche di ciò che rimaneva della Francia continentale nei territori del Reich, i LeO 451 superstiti rimasero di fatto inutilizzati, anche se qualche esemplare venne ceduto dalla Luftwaffe alla Regia Aeronautica, che li impiegò in compiti di addestramento e scuola aerea per il bombardamento.
Nel dopoguerra, infine, 67 aeroplani vennero ripristinati, anche se in cattive condizioni, e furono utilizzati dalle ricostituite forze aeree francesi con compiti di trasporto e di ricerca, come ad esempio da banco prova per motori e propulsori, nonchè per il collaudo di nuove apparecchiature fotografiche.
Gli utlimi LeO 451 furono definitivamente radiati nel 1957 e purtroppo pare che nessun velivolo sia giunto fino ai giorni nostri.
Dati TecniciLoiré et Olivier LeO 451:
Propulsore:2 Gnome-Rhone 14N-46/47.
Potenza:1.140 hp ciascuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:495 km/h.
Tangenza Operativa:9.000 m.
Autonomia:2.300 km.
Armamento: 1 mitragliatrice da 7,5 mm.
1 mitragliatrice difensiva ventrale da 7,5 mm.
1  cannoncino difensivo dorsale da 20 mm.
Carico Utile:1.500 kg.


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