L.W.S. 6 Zubr - Res Aeronautica

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L.W.S. 6 Zubr

Il grosso e tozzo bombardiere L.W.S-6 trae le sue origini da un progetto, poi naufragato, dei primi anni Trenta realizzato per le aerolinee civili nazionali polacche, le quali gli preferirono il Douglas DC-2.
Nonostante il rifiuto in ambito civile, il velivolo venne preso successivamente in considerazione dalle autorità militari, le quali intesero mettere in coda una versione militarizzata da emergenza dell'aereo nel caso in cui il programma del P.Z.L. P.37 dovesse fallire.
Si arrivò pertanto al 1936 con il progetto di uno spigoloso bimotore ad ala alta e dalla costruzione mista, che secondo i piani avrebbe potuto svolgere un ampio ventaglio di missioni, in ossequio alla moda ed utopia dell'incrociatore volante che tanto in quel periodo raccoglieva seguaci nelle aeronautiche di tutta Europa.
Dopo le opportune modifiche, nel marzo '36 venne costruito un primo prototipo, il quale aveva ricevuto l'iniziale denominazione di P.Z.L. P.30: dopo un attento ciclo di test, che coinvolse anche un ampio lavoro di galleria del vento, fu chiaro che la macchina così configurata presentava qualità e prestazioni complessive piuttosto mediocri, tanto da raccomandare la sostituzione dei motori, due Pratt & Whitney Twin Wasp da 450 hp ciascuno, con unità motrici di maggiore potenza (per l'occasione verranno scelti due Bristol Pegasus VIII da 680 hp).
Così modificato, il velivolo venne ridesignato P.Z.L. P.30 BII "Zubr" (Bisonte) e ricevette anche qualche miglioramento marginale, grazie al quale le prestazioni migliorarono, pur rimanendo complessivamente scadenti.
A seguito degli aggiornamenti, però, spuntarono gravi problemi in merito alla resistenza della struttura, che data la composizione particolarmente eterogenea mal sopportava le sollecitazioni provocate dalle nuove unità motrici.
Nonostante l'obsolescenza del mezzo ed i dubbi sulle sue capacità, il governo polacco commissionò la costruzione di 16 unità, cui si sarebbero aggiunte in un secondo momento altre 24 macchine motorizzate con due Gnome-Rhone 14K da vendere alla Romania.
Essendo le linee produttive della P.Z.L. interamente assorbite nella realizzazione di altri apparecchi, in particolar modo del caccia P.11C, il programma del Zubr venne trasferito alla L.W.S., una casa costruttrice meno impegnata con sede a Lublino, e fu definitivamente ridesignato L.W.S-6, anche se tale denominazione operò solo a partire dalle importanti modifiche applicate al prototipo nel 1937.
Una volta preso in consegna dalla nuova ditta, lo squadrato bimotore venne estesamente rivisto sotto il profilo strutturale, nel tentativo di riuscire a dargli la resistenza necessaria all'impiego bellico, anche se tale risultato non venne mai raggiunto completamente.
Nel novembre 1936, infatti, dopo un intenso ciclo di collaudo, il prototipo dello L.W.S-6 precipitò rovinosamente a seguito di un cedimento alare durante un volo di presentazione con a bordo due ufficiali della delegazione d'acquisto rumena.
Nonostante i tentativi del governo polacco di sminuire l'accaduto imputando l'incidente ad un errore umano, le autorità della Romania posticiparono l'acquisto della macchina a tempo indeterminato, rifiutando di fatto con molta eleganza di portare a termine il contratto di fornitura.
Dopo l'episodio negativo, il prototipo venne riparato e rimandato in fabbrica per approfondimenti e per procedere ad un rinforzo complessivo della struttura, che si era rivelata particolarmente fragile a causa della cattiva commistione di elementi metallici e lignei.
I lavori di progettazione, fra recupero del prototipo e rinnovamento strutturale, continuarono fino al 1937, quando venne avviata un'attenta analisi tecnica, al termine della quale si ritennero superati i problemi di affidabilità riscontrati in precedenza e si applicò formalmente la sigla di L.W.S-6, anche se in alcune fonti si parla senza sufficiente chiarezza di L.W.S-4A.
Sebbene il progetto del P.Z.L. P.37 fosse giunto a piena maturazione e si fosse ormai concluso con un successo, fattore che avrebbe in linea di principio portato all'abbandono dello Zubr, le autorità polacche richiesero ugualmente la produzione di un piccolo lotto di apparecchi, che stando alle fonti raggiunsero la quota di soli 15 velivoli da destinare prevalentemente a compiti di addestramento e riserva.
In parallelo alla fabbricazione per l'aeronautica militare, la L.W.S. progettò anche una variante dell'apparecchio per la marina, nella cui occasione si procedette a sostituire il carrello con due scarponi galleggianti, ma tale aeroplano, denominato L.W.S-5, rimase solo allo stadio di progetto.
Nonostante gli interventi in corso d'opera, lo L.W.S-6 rimase una macchina fragile: una volta giunto ai reparti a partire dal 1938, infatti, il bombardiere fu al centro di frequenti cedimenti strutturali, che coinvolsero specialmente il carrello retrattile, spesso incapace di sorreggere il notevole peso del velivolo.
La carriera dell'apparecchio, pertanto, continuò senza grandi entusiasmi fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando alcuni esemplari furono trovati e catturati dalle forze tedesche, che li riutilizzarono nel ruolo di addestramento per gli equipaggi dei bombardieri.
Le informazioni indicano che il bimotore, trovato dalla Luftwaffe parecchio utile per compiti di scuola per via del suo facile pilotaggio, continuò ad operare in Germania fino al 1942, quando gli esemplari furono definitivamente messi a terra, tranne uno, il quale venne esposto al museo dell'aviazione di Berlino e dove rimase fino alla sciagurata distruzione a seguito di un bombardamento alleato sulla città.
Dati TecniciL.W.S. 6:
Propulsore:2 Bristol Pegasus VIII.
Potenza:680 hp ciascuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:380 km/h.
Tangenza Operativa:6.200 m.
Autonomia:1.250 km.
Armamento:2 mitragliatrici difensive anteriori da 7,92 mm.
1 mitragliatrice difensiva dorsale da 7,92 mm.
Carico Utile:660 kg.


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