Ikarus Ik-2 - Res Aeronautica

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Durante i primi anni '30, la giovane nazione della Jugoslavia si trovava in una fiorente fase di crescita industriale e tecnologica: il paese era sulla buona strada per il raggiungimento di una florida economia e la vivace industria nazionale si era già da tempo messa al lavoro per dotare lo stato balcanico di un efficiente apparato bellico basato su prodotti di una certa qualità e consistenza.
Non fece naturalmente eccezione il mondo aeronautico, che conobbe un notevole periodo di sviluppo e di crescita: come spesso accade in questi casi la mancanza di adeguata esperienza aveva portato la nazione a dotarsi di velivoli comprati all'estero o realizzati su licenza da fabbriche locali.
Convinti dall'idea che la Jugoslavia potesse e dovesse dotarsi di un nuovo aeroplano di realizzazione interamente nazionale, i progettisti Kosta Sivčev e Ljubomir Ilić progettarono privatamente nel 1934 un caccia monoplano ad ala alta dalla sagoma ad ala di gabbiano, forse ispirata dai modelli di caccia prodotti nello stesso periodo in Polonia.
Il progetto venne accettato dalle autorità e fu affidato in cura alla Ikarus A.D. per la costruzione di un primo prototipo, completato e portato in volo per la prima volta nel 1935.
Sebbene si trattasse di un notevole passo avanti rispetto il panorama jugoslavo del periodo, l'Ik-2 non venne particolarmente apprezzato dal capitano Leonid Bajdak, che condusse i primi test sul mezzo e che ritenne il velivolo inadatto al ruolo di caccia, preferendo invece la tradizionale e più agile formula biplana.
In realtà i commenti del pilota jugoslavo non erano del tutto corretti: certamente l'Ikarus Ik-2 non era un mezzo particolarmente moderno rispetto ai prodotti in fase di studio in quegli anni in Europa, ma rappresentava comunque un superamento netto e deciso del classico biplano e durante i cofronti diretti con l'Hawker Fury, allora prodotto su licenza nel paese balcanico, il mezzo gli si rivelò superiore sotto quasi tutti i punti di vista, limitato solamente nell'agilità e nella manovrabilità.
Nonostante l'esito positivo di queste verifiche, che avvennero nel 1936 con il secondo prototipo, in quanto il primo esemplare era andato distrutto in volo a causa di un errore di assemblaggio, l'aereo non venne ordinato per la produzione su larga scala, preferendo concentrarsi su altri modelli, e ne furono costruiti soltanto dodici esemplari.
La carriera operativa dell'Ikarus Ik-2 non fu particolarmente brillante: quando nel 1941 le truppe tedesche invasero la Jugoslavia, gli Ik-2 ancora in servizio erano scesi già ad otto unità, che vennero impiegate nel vano tentativo di arginare l'avanzata tedesca attaccando le colonne di fanteria, senza peraltro conseguire risultati degni di nota.
Alla fine delle operazioni, sopravvissero solamente quattro Ik-2, che finirono incorporati senza grandi esiti nei reparti della neonata aeronautica della Croazia Indipendente fino alla loro distruzione o demolizione.
Dati TecniciIkarus Ik-2:
Propulsore:1 Hispano-Suiza 12Ycrs.
Potenza:860 hp.
Velocità Massima:428 km/h.
Tangenza Massima:10.500 m.
Autonomia:400 km.
Armamento:1 cannoncino da 20 mm.
2 mitragliatrici da 7,62 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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