IAR 37 - Res Aeronautica

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Capostipite di una fortunata famiglia di velivoli da ricognizione e bombardamento leggero, lo IAR 37 nacque nel 1937 in risposta ad una specifica ministeriale con cui si richiedeva la realizzazione di un apparecchio bivalente che fosse capace di ricoprire allo stesso tempo sia ruoli esplorativi, che da appoggio tattico.
Adottando un approccio tradizionale, i tecnici della IAR decisero di proporre una convenzionale configurazione biplana, dotata di carrello fisso, che era stata però egregiamente disegnata con delle linee molto pulite ed un tettuccio chiuso interamente finestrato e molto ben rifinito.
Altro tratto saliente dell'apparecchio era stato rintracciato nella sua robustezza strutturale, la quale, soprattutto considerando l'assenza di particolari blindature, all'atto pratico si dimostrò molto affidabile e solida.
Data la grande importanza data al programma, i tempi di gestazione del progetto procedettero a ritmi piuttosto celeri, tanto che nel giro di pochi mesi il primo prototipo ricevette il battesimo dell'aria, mentre già l'anno seguente, 1938, ne venne ordinata la realizzazione in serie su larga scala.
Nonostante le incoraggianti prospettive, tuttavia, la produzione del velivolo procedette a ritmi molto lenti, in quanto le consegne del relativo motore, un radiale Gnome-Rohne Mistral Major costruito su licenza come IAR K14-II da 870 hp, ebbe dei notevoli e pesanti ritardi.
Tale situazione, già di per sé delicata, dovette fare anche i conti con il progressivo deteriorarsi del clima politico internazionale, tale per cui divenne sempre più complicato riuscire ad ottenere dalla celebre ditta motoristica il necessario supporto tecnico e tecnologico.
Si arrivò pertanto ad una situazione di stallo industriale, con la conseguenza che i progettisti della casa costruttrice rumena dovettero giungere a nuove configurazioni meccaniche al fine di salvare l'intero progetto.
Una soluzione, destinata poi a diventare solo temporanea, venne rintracciata nella sostituzione del propulsore con un analogo radiale B.M.W. 132, per il quale si dovette adottare una differente ogiva protettiva con delle caratteristiche “bugne” esterne, la quale diede di fatto vita ad un nuovo apparecchio, denominato IAR 38.
Con l'arrivo del nuovo aeroplano, pertanto, la produzione del biplano qui in esame venne gradualmente convertita alla nuova soluzione tecnica, col risultato che, dati alla mano, si ebbe una forte eterogeneità dei velivoli in consegna presso i rispettivi reparti operativi.
Stante la contemporanea presenza dei due apparecchi presso le stesse unità aeree, tuttavia, risulta poco agevole riuscire a tracciare una carriera operativa univoca dello IAR 37, posto che al medesimo venne affiancato in un secondo momento anche il successivo ma similare IAR 39.
Difficoltà interpretative a parte, dalle fonti risulta comunque che il mezzo conobbe un intenso impiego durante tutto il secondo conflitto mondiale, ricoprendo di volta in volta compiti di appoggio tattico e ricognizione ed ottenendo generalmente degli ottimi risultati: sembrerebbe, infatti, che l'elegante biplano venne molto apprezzato dai piloti e dagli equipaggi e che gli score furono nel complesso più che positivi.
Con il procedere del conflitto, tuttavia, il mezzo, divenuto oramai obsoleto, venne progressivamente relegato ad altri compiti, specialmente di scuola aerea, fino alla definitiva radiazione nei primi anni del dopoguerra.
Dati TecniciIAR 37:
Propulsore:1 IAR K14-II C 32.
(Gnome-Rohne Mistral Major)
Potenza:870 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:335 km/h.
Tangenza Operativa:8.000 m.
Autonomia:650 km.
Armamento: 3 - 4 mitragliatrici da 7,92 mm.
Carico Utile:288 kg.


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