Dornier Do 19 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dornier Do 19

La storia del Dornier Do 19 risale al 1933, quando il generale Walther Wever, allora capo di stato maggiore, ritenne necessario che l'arma aerea tedesca si dotasse di un bombardiere pesante a lungo raggio, il quale, operando da basi nazionali, avrebbe dovuto essere capace di colpire obiettivi strategici situati anche a grandi distanze.
Sulla spinta di tali concezioni, pertanto, venne emanata la specifica per il cosiddetto "Ural-Bomber", ovvero fu richiesta la realizzazione di un bombardiere pesante potenzialmente in grado di coprire un raggio d'azione che andava dalla Scozia alla catena degli Urali.
Si trattava, com'è facile intuire, di una richiesta estremamente ambiziosa per i tempi, soprattutto se si considera la totale inesperienza del settore da parte dell'industria aeronautica tedesca, e non poche furono le perplessità e le critiche che vennero manifestate contro la produzione di una tale tipologia di aeroplano.
Nonostante gli scetticismi, comunque, alla fine si decise di inoltrare la specifica solamente alla Dornier ed alla Junkers, le quali erano di fatto le uniche case costruttrici che potevano vantare un minimo di esperienza nella progettazione e nella produzione di aeroplani di grandi dimensioni.
A quanto risulta da recenti scoperte dell'autore, peraltro, sembra che anche Messerschmitt si sia interessato alle richieste dell'RLM e che in tale ottica abbia realizzato gli studi preliminari di un quadrimotore da denominare come Bf 165: nonostante la presenza di qualche disegno, però, non ci è giunto quasi nulla e le informazioni reperite sono pochissime, le quali si limitano a datare il progetto, peraltro abbandonato sul nascere, nel 1937.
Come accennato, e tornando pertanto sui nostri passi, alla specifica parteciparono in via ufficiale solamente la Dornier, con il Do 19, e la Junkers, con il Ju 89, e nel 1935 venne commissionata a ciascuno la costruzione di tre prototipi delle rispettive proposte.
Soffermandoci solamente sul Do 19, del Junkers Ju 89 si parlerà in apposito post, già nel 1936 il primo prototipo, sprovvisto di armamento, ricevette il proprio battesimo dell'aria e venne ufficialmente presentato alle autorità: dalle forme squadrate ma eleganti, anche se autorevoli autori muovono considerazioni estetiche in senso contrario, il velivolo si presentava come uno snello quadrimotore dotato di una fusoliera particolarmente allungata e dalla sezione rettangolare, la cui estremità anteriore riceveva una abbondante finestratura, vagamente somigliante alle realizzazioni francesi del periodo.
Altra caratteristica del modello era data dagli impennaggi verticali di coda, che erano impostati in una soluzione bideriva e che risultavano essere relativamente piccoli rispetto alle dimensioni del velivolo.
Nonostante si trattasse di un aeroplano molto avanzato e dalle indubbie potenzialità, fin da subito emersero seri problemi di potenza, in quanto i quattro radiali Bramo adottati consentivano al massimo una erogazione di soli 715 hp ciascuno, e di tale limite risentiva pesantemente la velocità massima raggiunta, che arrivava solamente ai 315 km/h.
Sebbene non si trattasse di problemi insormontabili, nel 1936 l'RLM ordinò di sospendere ogni lavoro sull'aeroplano, preferendo concentrare la produzione e gli sforzi su velivoli ritenuti prioritari, in particolare i caccia e i bombardieri medi.
Per comprendere tale decisione bisogna sottolineare che nel '36 venne meno, a seguito di un incidente aereo, il generale Wever, ossia il maggiore sostenitore del programma; mentre il suo successore, Albert Kesselring, apparteneva alla schiera di coloro che ritenevano il bombardiere strategico come un "lusso" cui pensare in un secondo momento (in effetti in concomitanza con la cancellazione dell'Ural-Bomber venne impostato il programma "Bomber-A", ovvero un progetto a lungo termine per realizzare un bombardiere strategico da cui nacque il fallimentare He 177).
Sulla base di tali considerazioni, pertanto, i lavori sul Do 19 si interruppero definitivamente senza che nemmeno venissero ultimati gli altri due prototipi commissionati.
Da quanto emerge, infine, l'unico Dornier Do 19 venne collaudato ancora per breve tempo per poi essere convertito in aereo da trasporto ed utilizzato in tali vesti durante la campagna di Polonia del 1939, dopodiché se ne persero le tracce.
Dati TecniciDornier Do 19:
Propulsore:4 Bramo H2
Tipologia:Radiale.
Potenza:715 hp ciascuno.
Velocità Massima:315 km/h.
Tangenza Operativa:5.600 m.
Autonomia:1.600 km.
Armamento:1 mirtagliatrice difensiva anteriore da 7,9 mm.
1 mitragliatrice difensiva posteriore da 7,9 mm.
1 cannoncino difensivo dorsale da 20 mm.
1 cannoncino difensivo ventrale dal 20 mm.
Carico Utile:3.000 kg.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu