Bolkhovitinov "S" Sparka - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Menu principale:

Bolkhovitinov "S" Sparka

La nascita del Bolkhovitinov, denominato "S" Sparka (Doppio) ma tecnicamente chiamato S-2M-103, anche se varie sono le nomenclature che gli sono state affibbiate nel corso del tempo, risale in buona sostanza al 1936, quando il progettista russo Viktor F. Bolkhovitinov inizò a studiare i possibili sviluppi ed effetti di una configurazione di due propulsori disposti in tandem, in luogo di una più tradizionale installazione alare.
Dati i vantaggi che tale soluzione strutturale e meccanica poteva offrire in termini di riduzione della resistenza aerodinamica e conseguentemente delle prestazioni di un ipotetico velivolo, il progettista russo nel 1937 si mise all'opera per la realizzazione di un aeroplano che ne adottasse la configurazione.
Il risultato di tale concezione venne concretizzato nel 1937, quando Bolkhovitinov stese i disegni di un bombardiere concettualmente ed esteticamente molto più simile ad un caccia piuttosto che ad un aereo della sua stessa specie, che fosse capace di raggiungere elevatissime prestazioni, anche se nel corto raggio.
Il progetto ricevette fin da subito una buon numero di consensi negli alti comandi sovietici, tanto che ne venne autorizzata la costruzione di un prototipo, il quale verrà realizzato nel corso del 1938 - 1939.
Il velivolo si proponeva come un elegantissimo bimotore, anche se non sembrerebbe, con linee che beneficiavano enormemente della disposizione in tandem dei propulsori e che pertanto risultavano assai pulite ed aerodinamiche.
Analogalmente a quanto era stato concepito per l'idrovolante da competizione Macchi Castoldi MC 72 qualche anno prima, velivolo che adottava la stessa concezione di bimotore in tandem, anche lo Sparka, tale denominazione pare non essere completamente ufficiale ma qui viene usata per comodità, montava due eliche controrotanti da tre pale l'una, mentre completamente originale era il disegno dei piani di coda, che erano sdoppiati a doppia deriva e dalle forme molto spigolose.
Il bombaridiere era inoltre biposto, anche se inizialmente non era stato previsto un armamento difensivo, il quale verrà aggiunto nel corso del suo iter evolutivo.
Circondato da una buona dose di entusiasmi, il prototipo volò ufficialmente per la prima volta nel 1940, mettendo in mostra ottime performance complessive, in particolare impressionò la velocità massima che toccò i 570 km/h, anche se problematiche si rivelarono le fasi di decollo ed atterraggio, che risultarono essere troppo lunghe ed avvenivano a velocità parecchio elevate.
Per ovviare a tali inconvenienti, nel corso del 1940 si procedette alla rimozione di ben 500 kg di peso dalla struttura ed alla riprogettazione delle ali, che vennero ridisegnate per riuscire a creare maggior carico, mentre per quanto concerne l'armamento difensivo venne installata una mitragliatrice brandeggiabile, armamento successivamente incrementato a 2 armi da 12.7 mm ciascuna più altre bocche da fuoco da aggiustare in futuro nei piani alari.
I test e collaudi procedettero per tutto il 1940 e parte del 1941, ma man mano che le prove continuarono emersero sempre nuovi problemi di natura tecnica e meccanica, che investirono in particolare il motore posteriore, il quale risultò essere difficile da reffreddare adeguatamente, ed all'albero che azionava l'elica.
Al fine di uscire da una situazione di fatto di stallo, i tecnici provarono a togliere drasticamente il secondo propulsore, sostituendolo con della massa interte, e le relative componenti, come la seconda elica.
Così modificato, però, il bombardiere vide un sensibile calo complessivo delle performance, situazione aggravata dalla decisione di sostituire il carrello retrattile del prototipo con uno di tipo fisso munito di sci, il quale ovviamente andava ad incidere negativamente sull'aerodinamica.
In aggiunta alle difficoltà ed alle prestazioni non più esaltanti, inoltre, l'invasione tedescca dell'Unione Sovietica costrinse il governo di Mosca a concentrare gli sforzi su progetti più immediati e conseguentemente il programma del Bolkhovitinov S fu abbandonato.
E' interessante notare, in ultima analisi, come dal disegno del bombardiere si fosse pensato di ricavare nel 1941 anche un caccia puro e monoposto, pare sempre bimotore, ma tale idea rimase solamente allo stadio di potenziale sviluppo e con l'inizio della guerra anche in Russia lo si accantonò definitivamente.
Dati TecniciBolkhovitinov "S" Sparka:
Propulsore:
2 Klimov M-103.
Tipologia:In Linea Tandem.
Potenza:960 hp ciascuno.
Velocità Massima:570 km/h.
Tangenza Operativa:N/A.
Autonomia:700 km.
Armamento.2 mitragliatrici dorsali da 12,7 mm.
Carico Utile:400 kg.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu