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Bloch MB.150

Capostipite di una importante quanto sfortunata famiglia di caccia, il Bloch MB.150 venne elaborato nel corso del 1934 in risposta ad una specifica ministeriale dell'Armée de l'Air, la quale richiedeva appunto la costruzione di un nuovo e moderno velivolo da combattimento (dallo stesso concorso nacque anche il Morane-Saulnier M.S. 405).
Messo in costruzione a partire dal tardo 1935, il velivolo che ricevette la denominazione ufficiale di MB.150, presentava fin dalle origini delle linee piuttosto sgraziate e tozze, cui si dovevano aggiungere delle configurazioni generali alquanto discutibili.
Partendo dal tettuccio, molto ristretto e limitato nella visuale, fino ad arrivare al carrello, infatti, erano visibili su tutto il velivolo dei dettagli interpretati male, i quali denunciavano in sostanza una progettazione inspiegabilmente grossolana e superficiale.
Particolarmente criticabile era la soluzione adottata per il carrello retrattile, il quale si costituiva di due gambe principali eccessivamente basse, col risultato che l'elica era costretta a girare letteralmente radendo il suolo.
Per converso, però, il modello presentava anche alcune soluzioni particolarmente interessanti, come l'adozione di due cannoncini alari da 20 mm, caratteristica molto innovativa rispetto al periodo di riferimento, ed il motore installato, ossia un radiale Gnome-Rhone 14KFS da 930 hp raffreddato ad aria.
Nonostante le perplessità generali, a quanto risulta lo stesso Marcel Bloch avrebbe battezzato il velivolo come una “causa persa” fin dalla nascita, nell'estate del 1936 il prototipo venne trasferito al centro sperimentale di Villacoublay per l'inizio delle prove di volo.
Sfortunatamente, però, il programmato battesimo dell'aria, fissato ai primi del luglio '36, non poté essere portato a compimento: stando alla generalità delle fonti, infatti, sembrerebbe che il Bloch MB.150 non fosse nemmeno riuscito a decollare per via di una errata distribuzione dei pesi, da cui emerse che il baricentro era andato a finire praticamente in corrispondenza con il bordo d'attacco alare.
Stando ad altri autori, però, il primo volo del velivolo dovette essere rimandato ufficialmente per un cedimento al ruotino di coda, il quale avrebbe finito col danneggiare i piani verticali del timone.
Quali che siano stati gli eventi, certo è che l'apparecchio venne riportato presso gli stabilimenti della casa costruttrice di Courbevoie, dove rimase praticamente fermo per ben 10 mesi.
Che ci sia voluto tanto tempo per riparare il timone o meno, in questo periodo di pausa il progetto venne estesamente rivisto in ogni suo aspetto, tanto che si arrivò al 1937 con un modello molto più accurato e razionale rispetto al prototipo originario.
Il carrello anteriore, in primo luogo, venne sostituito con un impianto più ortodosso e soprattutto dalla carreggiata più ampia; il motore venne cambiato con un analogo Gnome-Rhone 14N07 da 940 hp, il quale, peraltro, richiese lo spostamento delle prese d'aria del radiatore, sistemate precedentemente nelle semiali, in un alloggiamento unico situato nella sezione centrale della fusoliera; ed infine si procedette ad una migliore distribuzione dei pesi in generale, cui si dovette anche aggiungere un'ala dal disegno diverso con delle dimensioni leggermente maggiorate.
Nella primavera del '37, pertanto, il Bloch MB.150 riuscì finalmente ad effettuare i primi voli di collaudo, dai quali, peraltro, emersero dei risultati non particolarmente entusiasmanti.
Lento e poco agile, infatti, il caccia non riusciva a garantire delle prestazioni di primo piano, tanto che i vantaggi conferiti dal pesante armamento e dalla stabilità di tiro venivano sostanzialmente annullati.
Nonostante le difficoltà, la complicata situazione operativa francese, le cui forze aeree erano ancora molto lontane dal rinnovamento previsto con le grandi nazionalizzazioni industriali, e la prospettiva di un certo potenziale evolutivo dell'aereo, spinsero le autorità a richiedere comunque la produzione dello MB.150, del quale venne inizialmente commissionata una pre-serie di 25 apparecchi cui era stata aggiunta una opzione per altri 475 esemplari.
Una volta impostata la costruzione dei primi modelli, però, ci si rese anche conto che la struttura dell'aeroplano era troppo complessa e laboriosa per una realizzazione su larga scala: per ovviare a tale ulteriore inconveniente, pertanto, i tecnici della Bloch, da poco entrata nell'agglomerato industriale SNCASO a seguito delle nazionalizzazioni, dovettero pertanto arrestare nuovamente i lavori e furono incaricati di procedere ad una nuova riprogettazione del velivolo, il quale dovette essere sensibilmente semplificato nelle sue componenti e nella fusoliera.
Il risultato di tale attività fu la nascita di un aereo completamente nuovo, anche se esteticamente molto simile al predecessore, cui venne attribuita la denominazione di Bloch MB.151.
Questo apparecchio, di cui si parlerà in apposta scheda, venne così a sostituire il Bloch MB.150 nella produzione in serie, relegandolo in buona sostanza ad un prototipo rimasto fine a se stesso.
Dati TecniciBloch MB.150:
Propulsore:1 Gnome-Rhone 14N07.
Tipologia:Radiale.
Potenza:940 hp.
Velocità Massima:434 km/h.
Tangenza Operativa:10.500 m.
Autonomia:875 km.
Armamento:2 cannoncini da 20 mm.
Carico Utile:N/A.


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