Blériot 127 - Res Aeronautica

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Generalmente accantonato dagli storici dell'aeronautica, il periodo di “intraguerra” fu, contrariamente a quanto si pensa, uno dei momenti più vivaci per il mondo dell'aviazione, il cui apice venne raggiunto durante la prima metà degli anni Trenta.
In questo arco di tempo, tra la necessità di rinnovo e la voglia di numerose case costruttrici di emergere, si conobbe infatti un proliferare di numerosissimi progetti e programmi per la realizzazione delle più disparate macchine volanti.
Che si trattasse di mezzi civili o militari o talvolta comuni ad entrambi, quasi tutti i disegni del momento erano caratterizzati da un eterogeneo miscuglio di costruzioni tradizionali accoppiate a soluzioni tecniche sempre più innovative, andando spesso a creare degli apparecchi mosaico dotati sia di elementi classici che d'avanguardia (basti pensare al Curtiss T-32 Condor con la sua linea pulita ed aerodinamicamente avanzata, ma accostata ad una formula biplana ormai antiquata).
Tali soluzioni di compromesso tra il vecchio ed il nuovo, però, tendenzialmente ebbero risultati non particolarmente positivi, tanto che, nel giro di appena tre – quattro anni, quasi tutte le realizzazioni militari del periodo vennero soppiantate da una generazione di disegni completamente nuovi e radicalmente diversi, non solo nel “corpo” dell'aeroplano, ma anche nella mente degli stessi progettisti.
Nonostante il rapido evolvere della tecnica, tuttavia, la maggior parte dei governi e capi militari dei paesi industrializzati era piuttosto restia ad introdurre e finanziare realizzazioni troppo moderne, preferendo al contrario dare campo a teoricamente più economici progetti “multiuso”; cioè mezzi capaci di svolgere un ampio ventaglio di operazioni e ruoli differenti.
Tale concezione costruttiva ed operativa in quel periodo conobbe infatti una nutrita schiera di estimatori, i cui più importanti esponenti vanno sicuramente rintracciati nella vivace e un po' caotica repubblica di Francia.
Per quanto qui interessa, fu proprio nello scenario francese che ebbero particolari sostegni gli ambiziosi progetti di apparecchi polivalenti, specialmente bombardieri, i quali spesso vennero adibiti tanto al ruolo di velivoli da attacco, quanto a quello improbabile di caccia di scorta.
Nel folto dei disegni e prototipi presentati, di cui si spera di reperire sufficiente materiale da poterli trattare con l'attenzione che meritano, nel 1926 emerse il peculiare ed inconsueto Blériot 127, ossia un longilineo ma, nel rispetto delle tradizioni costruttive francesi dell'epoca, molto squadrato bimotore monoplano dalla costruzione prevalentemente lignea e caratterizzato da una insolita ed interessante sistemazione dell'armamento difensivo.
In realtà, il progetto del velivolo affonda le sue radici addirittura al 1922, quando il progettista Leon Kirste elaborò il disegno di un apparecchio da bombardamento, denominato Blériot 107M, con cui sostituire il vetusto Caudron R-IX.
Nonostante gli studi ed accorgimenti del caso, sfortunatamente non sono giunte all'autore molti notizie su tale velivolo, il progetto non convinse e nel 1924 venne modificato nel nuovo modello Blériot 117: uno squadrato monoplano bimotore caratterizzato essenzialmente per un piccolo timone a doppia deriva e per la sistemazione di due postazioni difensive alloggiate dietro ai motori in un apposita cabina aperta sita a prolungamento delle relative gondole.
Portato in volo nell'estate del '24, tuttavia, anche in questo caso furono riscontrate numerose perplessità, soprattutto circa l'efficacia di un timone così piccolo, dubbio peraltro fondato, e per delle mediocri caratteristiche di volo.
Per nulla scoraggiato, il Kirste decise di mettere nuovamente mano al progetto, riprendendone il disegno di base ma adottando un più grande e convenzionale timone unitamente a dei propulsori più potenti (nel caso due Hispano-Suiza 12HB da 550 hp di potenza ciascuno).
Così configurato, pertanto, nel maggio del 1926 vide ufficialmente la luce il Blériot 127, seguito a poca distanza da un secondo prototipo leggermente migliorato nell'aerodinamica e nella sistemazione dei radiatori.
Come anticipato, si trattava di un velivolo molto squadrato, dotato di tettuccio aperto, carrello fisso, con elementi doppi nel primo prototipo ed a ruota singola negli esemplari successivi, e con delle caratteristiche postazioni difensive.
Oltre alle due situate dietro ai motori, le quali si pensava avrebbero potuto garantire un arco di tiro virtualmente illimitato, era stata installata anche una terza piattaforma di tiro nella sezione anteriore della fusoliera, la quale, con la sua forma circolare, conferiva all'aereo quell'ampio e poco aerodinamico “nasone” che sarà successivamente molto presente nei plurimotori offensivi francesi.
Particolare molto interessante delle due postazioni arretrate era la possibilità da parte dei mitraglieri, di potersi spostare durante il volo all'interno dell'aeroplano mediante una apposita conduttura ricavata all'interno dello spesso profilo alare: una soluzione tecnica non indifferente se si pensa all'epoca di riferimento.
Nonostante la discreta impostazione strutturale di base, tuttavia, le prestazioni del Blériot 127, che era stato indicato, oltre che come bombardiere, anche come ricognitore ed addirittura caccia di scorta, rimasero comunque piuttosto piatte e senza particolari apprezzamenti.
Ad ogni modo, dell'aereo venne lo stesso realizzato in una piccola serie di esemplari, sembra nemmeno mai impiegati in particolari missioni di sorta, e rimasti formalmente in servizio fino al 1934.
Va in ultima analisi segnalato, infine, che dal Blériot 127 prese vita nel 1930 anche una ulteriore e più raffinata evoluzione, il Blériot 137 e di cui si parlerà in separata sede, ma che, al pari del predecessore, non conobbe grandi fortune.
Dati TecniciBlériot 127:
Propulsore:2 Hispano-Suiza 12HB.
Tipologia:In Linea.
Potenza:550 hp ciascuno.
Velocità Massima:199 km/h.
Tangenza Operativa:7.450 m.
Autonomia:1.500 km.
Armamento:2 mitragliatrici anteriori da 7,7 mm.
4 mitragliatrici da 7,7 mm ripartite in coppia per ogni gondola motore.
Carico Utile:250 kg.


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