Blackburn B-25 Roc - Res Aeronautica

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Blackburn B-25 Roc

Il Blackburn B-25 Roc nasce nel 1936 in risposta alla specifica ministeriale O.30/35, con la quale il governo richiedeva la costruzione di un caccia imbarcato con armamento in torretta mobile sul modello del Boulton Paul Defiant, che era emerso vincitore da un analogo concorso indetto per un velivolo terrestre.
Al fine di limitare il più possibile i tempi, i tecnici della Blackburn ritennero opportuno presentare una sorta di relaborazione del cacciabombardiere navale "Skua", di cui in buona sostanza si riproponeva la configurazione, la motorizazzione e la struttura, la quale dovette comunque essere allungata per ospitare l'ingombrante torretta dorsale richiesta nella specifica.
Data l'apparente semplicità del progetto, il governo commissionò nell'aprile del 1937 la costruzione di 136 apparecchi, di fatto a scatola chiusa, dato che i primi prototipi voleranno solamente nel dicembre 1938.
Nonostante il notevole interesse ministeriale, difficoltà produttive, la Blackburn era già impegnata nella costruzione dello Skua e nei preparativi del futuro bimotore Botha, rallentarono le linee di montaggio, che dovettero essere suddivise fra vari subcontraenti, fra cui la Boulton Paul.
Prove e collaudi, pertanto, non poterono essere effettuati prima del 1938, con esiti non particolarmente brillanti.
Figlio dell'errata concezione del caccia con armamento in torretta, infati, il Roc, che derivava già da un apparecchio non troppo esaltante nel ruolo di caccia, pagò dazio al peso ed all'ingombro aerodinamico della postazione girevole e non riuscì a raggiungere prestazioni accettabili, soprattutto in termini di agilità e maneggevolezza.
Nonostante gli evidenti limiti, del Roc venne presentata anche una variante da caccia idro dotata di galleggianti a scarpone: provato in tale configurazione nel corso del 1939, però, il velivolo risultò indatto a tale ruolo, soprattutto a causa della forte instabilità evidenziata nelle manovre alle basse quote, ed il progetto non ebbe seguito, anche se, bisogna ricordare, furono fatti sforzi per migliorarne le caratteristiche, fra cui si evidenziò l'introduzione di una vistosa pinna ventrale che ebbe effetti positivi sulla sua stabilità in volo.
Pur essendo una macchina palesemente superata fin dal momento della nascita, il Blackburn B-25 Roc entrò comunque in servizio attivo a partire dall'aprile del 1939, anche se, a quanto ci risulta, non vide mai alcuna operazione di prima linea.
Nel giro di pochi mesi, infatti, il velivolo fu relegato a compiti di secondo piano, come la scuola aerea, l'addestramento di mitraglieri, il traino bersagli ed esperimenti tecnici, e già nell'agosto 1940 la sua produzione venne interrotta.
A quanto rivelano le fonti, il Roc, nato come aereo imbarcato, non ebbe neppure la soddisfazione di eseguire mai un atterraggio su una portaerei, dato che in breve tempo erano comparse sulla scena macchine decisamente più competitive come il Fairey Fulmar, mentre, paradossalmente, alcuni esemplari finirono parcheggiati agli angoli di aeroporti con le torrette sempre in allerta come postazioni contraeree improvvisate.
I 136 Roc costruiti, infine, furono demoliti nel corso del tempo ed al 1946 solamente una cellula sprovvista delle semiali ed impiegata come banco prova motori rimase superstite delle ostilità.  
Dati Tecnici
Blackburn B-25 Roc Mk.I.
Propulsore:1 Bristol Perseus XII.
Tipologia:Radiale.
Potenza:890 hp.
Velocità Massima:359 km/h
Tangenza Operativa:5.485 m.
Autonomia:1.304 km.
Armamento:4 mitragliatrici dorsali da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A.


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