Avia B.34 - Res Aeronautica

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L'Avia B.34 trova le sue origini agli inizi degli anni Trenta, quando il progettista Frantisek Novotny intraprese gli studi per un caccia di nuova generazione e completamente rinnovato rispetto alla tradizione produttiva cecoslovacca, che fino ad allora si era prevalentemente basata su velivoli ispirati ancora agli standard della Grande Guerra del 1914 - 1918.
Il progetto, che prese la denominazione di B.34, fu portato avanti con buona celerità ed entro la fine del 1932 il primo prototipo potè essere collaudato per le iniziali verifiche e prove valutative.
Nonostante interessanti soluzioni, come la struttura interamente metallica con rivestimento in tela e l'installazione di un motore in linea Hispano-Suiza 12Nbr da 760 hp (licenza produttiva della Skoda), l'aeroplano mostrò gravi limiti in fatto di performance complessiva, costituita da caratteristiche di volo del tutto insoddisfacenti.
Rimandato in fabbrica in breve tempo, il B.34.1, tale era la denominazione del primo prototipo del caccia, venne pesantemente rivisto in svariati settori: in particolare, i piani di coda verticali vennero riprogettati (da angolari e spigolosi passarono ad essere curvilinei) e fu portato a termine un complessivo affinamento dell'intera sezione anteriore della fusoliera, la quale subiva uno snellimento generale e l'introduzione di un nuovo radiatore.
Altre modifiche riguardarono l'elica, che in questo secondo momento veniva migliorata nella sistemazione grazie all'aggiunta di una più aerodinamica ogiva in luogo del mozzo scoperto della formulazione iniziale.
Portato in volo per un ulteriore ciclo di collaudi, il caccia continuò tuttavia a mostrare qualità piuttosto basse e si procedette a modificarlo ulteriormente, ritornando essenzialmente sulla coda, i cui piani verticali vennero ingranditi, e soprattutto sul radiatore, che riceveva un altro disegno dalla caratteristica forma a "V" rovesciata.
Nonostante gli estesi cambiamenti introdotti, i quali toccarono anche il carrello eliminando le vistose carenature degli elementi principali, l'apparecchio continuò a risultare inadatto al ruolo di caccia e venne ordinato in soli dodici esemplari, più a titolo di ringraziamento verso la ditta piuttosto che per effettive necessità operative.
Consegnati a partire dal 1934, gli aerei rimasero in servizio di prima linea fino al 1937, quando iniziarono ad essere relegati a compiti di addestramento: mai particolarmente amato dagli equipaggi, comunque, il B.34 si dimostrò essere una macchina piuttosto robusta, tanto che vi sono notizie di un solo biplano distrutto al momento della annessione della Cecoslovacchia alla Germania del 1939.
Del destino degli aeroplani rimasti si conosce poco: le fonti parlano di otto esemplari catturati dalle truppe tedesche e di tre velivoli inquadrati nelle forze aeree slovacche.
Per quanto riguarda i velivoli requisiti dalla Luftwaffe, si ritiene che siano stati impiegati in compiti di addestramento fino alla loro demolizione o distruzione, in pratica fin tanto che se ne persero le tracce.
Qualche notizia in più ci è giunta in merito ai tre caccia adottati dalla Slovacchia: le fonti parlano di informazioni sull'attività di un Avia B.34 per compiti di addestramento fino al 1944, ma è da ritenersi che anche gli altri due esemplari abbiano conosciuto analogo impiego fino a quella data.
Dal '44 in poi, però, la presenza dei tre aeroplani scompare a seguito dell'insurrezione slovacca di quell'anno contro le truppe di occupazione tedesca: pare che tutti e tre i velivoli siano stati presi dagli insorti per poi essere demoliti senza utilizzo per evitarne la cattura al termine del fallito tentativo di liberazione.
A questo punto, però, è doveroso fare un piccolo passo indietro, ovvero alle fasi progettuali del velivolo.
Mentre il primo prototipo veniva colaudato e modificato, infatti, i tecnici dell'Avia presero in considerazione l'idea di rimotorizzare il caccia con un impianto propulsivo radiale, tanto che in tale ottica venne costruito il secondo prototipo B.34.2: denominato come Avia B.234, il velivolo non fu mai ultimato, in quanto il motore adottato, un Avia R-29 di produzione locale da 600 hp, non riuscì a superare le fasi di prova al banco.
Altre ipotesi vennero fatte con propulsori di produzione straniera, dando vita ad un'intera famiglia a parte di ipotetici caccia: la sigla B.134 venne attribuita all'aereo dotato di Gnome-Rhone Mistral 14Kbs da 700 hp; la B.334 in riferimento all'Armstrong Siddeley Jaguar Major da 490 hp e la B.434 per l'Hispano-Suiza 12Xbrs da 650 hp.
Nonostante l'abbondante presenza di idee differenti, comunque, il fallimento del B.234 fece naufragare ogni altra ipotesi e tutte le sigle descritte rimasero sulla carta.
La cellulla dell'apparecchio, pertanto, nel 1933 venne motorizzata a scopo valutativo con un Hispano-Suiza 12Ybrs in linea: da questo velivolo, denominato Avia B.534 prese poi vita il famoso caccia già descritto nell'apposito post.
Dati TecniciAvia B.34:
Propulsore:1 Skoda Vr 30.
Tipologia:In Linea.
Potenza:760 hp.
Velocità Massima:315 km/h.
Tangenza Operativa:8.200 m.
Autonomia:600 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A.


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